VITTORIO SELLA 1899 | Vetta dello Jannu al tramonto, telefotografia, dal sentiero da Khunza a Kang-La

V. SELLA

« Sella è ancora ricordato come forse il più grande fotografo di montagna di tutti i tempi. Il suo nome è sinonimo di perfezione tecnica e raffinatezza estetica. »
Jim Curran, K2: The Story of the Savage Mountain

«  LESS THAN ANSEL ADAMS said that Vittorio Sella’s photographs inspired “religious awe”. »
Adventure Journal

SellaVittorioVITTORIO SELLA effettuò il periplo del Kanchenzonga nel 1899, con William Douglas Freshfield, ex presidente della Royal Geographical Society e dell’Alpine Club. La nostra spedizione – patrocinata dalla Fondazione Sella onlus – cercherà di ripercorrere in parte le sue tracce e di affacciarsi dagli stessi punti di vista, per fare delle nuove fotografie. Non solo, cercheremo anche di completare la sezione mancante del circuito raccontato in Round Kangchenjunga di W.D.Freschfield: oltrepassare il Goeche-La – dove si fermò la spedizione del 1899 – e raggiungere il Zemu Glacier attraverso la prima traversata da sud a nord del Zemu Gap. Di seguito un breve profilo di Vittorio Sella scritto da Ines Millesimi (CAI Rieti) e la documentazione biografica e fotografica fornitaci dalla Fondazione.

vittorio_sella
Raffaella M. / Ceccopieri F. (a cura). Dal Caucaso al Himalaya 1889 – 1909. Vittorio Sella, fotografo, alpinista, esploratore. Milano, Touring Club Italiano, 1981

Vittorio Sella è pioniere di fotografia di alta quota, ritenuto dai più il miglior fotografo di montagna del periodo a cavallo tra ‘800 e ‘900.

Valente alpinista, Sella aprì diverse vie invernali e compì spedizioni in paesi extraeuropei, accedendo ad aree ancora sconosciute, in larga misura disabitate e mai cartografate.

Dopo aver documentato gran parte delle Alpi, egli effettuò campagne fotografiche nelle montagne del Caucaso, in Sikkim intorno al Kanchenzonga, e come fotografo ufficiale delle tre spedizioni del Duca degli Abruzzi, Luigi Amedeo di Savoia, al Monte Sant’Elia in Alaska, al Ruwenzori in Africa e al K2 nella catena del Karakorum.

Le sue immagini, di grande impatto  estetico e di assoluta perfezione tecnica, rappresentano – oggi come allora – l’eccellenza in Italia e nel mondo della documentazione di imprese alpinistiche, di ghiacciai e di montagne. Il rigoroso bianco e nero delle fotografie esalta il contrasto tra la scura  intensità della geomorfologia delle rocce e la purezza dei ghiacciai, ben più vasti di quelli di oggi a causa del surriscaldamento globale.

Che raffigurino giochi di linee in primo piano, o spigoli, o moli plastiche e imponenti sullo sfondo,  le sue immagini mantengono il  perfetto equilibrio compositivo che egli aveva già in mente prima di scattare. Anche quando si trattava di panoramiche in cui utilizzava la tecnica degli scatti multipli, spesso in condizioni non facili e avverse, la pazienza e la tensione psicologica (non si poteva sbagliare) gli permettevano di affrontare ogni genere di difficoltà: l’ingombrante e pesante attrezzatura fotografica, fino ad un certo momento delicatissima per l’uso di lastre fotografiche 30×40 cm., i tempi di posa individuati solo a memoria o con l’aiuto di un cronometro, il cavalletto tremante per il vento, le lunghe attese in fredde  giornate di incessante cammino, lo scomodo equipaggiamento dell’epoca…

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BIOGRAFIA

VittorioSella_largeVittorio Sella nasce a Biella nel 1859 in una famiglia di industriali lanieri. Viene introdotto alla pratica della fotografia dal padre Giuseppe Venanzio, autore del primo manuale di fotografia in Italia, e all’alpinismo dallo zio Quintino, scienziato e statista, convinto assertore del valore educativo dell’alpinismo e fondatore del CAI.
Educato alla pittura di paesaggio, Vittorio inizia la sua attività fotografica a meno di vent’anni, procedendo prima a una sistematica rilevazione dell’arco alpino e dell’Etna poi a una serie di campagne fotografiche extraeuropee. Valente alpinista, compie molte prime invernali (tra cui Cervino, Monte Bianco, Punta Dufour e Lyskamm sul Monte Rosa) spesso accompagnato da fratelli e cugini.  In seguito intraprende tre spedizioni in Caucaso (1889,1890,1896), una in Sikkim intorno al massiccio del Kangchenjunga con l’alpinista inglese Douglas W. Freshfield (1899) e tre con il Duca degli Abruzzi, Luigi Amedeo di Savoia: la prima in Alaska nel 1897, con prima ascensione del monte Sant’Elia; la seconda al Ruwenzori nel 1906, anch’essa coronata da diverse prime in vetta; la terza nel 1909 in Karakorum, ove, dopo il tentativo al K2, sarà raggiunto il record d’altitudine di 7498 metri sul Chogolisa.

Fotografie della spedizione al Kangchenjunga.
Dall’archivio della Fondazione Sella

© 2013 Fondazione Sella – Biella 

La documentazione riportata dalle spedizioni in Caucaso e i risultati scientifici ottenuti gli valgono la Croce di Cavaliere dell’ordine di Sant’Anna, che gli viene conferita dallo zar Nicola II, e il premio Murchison della Royal Geographical Society di Londra. Questi tre viaggi rappresentano per Vittorio l’opportunità per mettere a frutto le doti affinate sulle Alpi. Il lavoro in questa regione non sarà soltanto il suo personale capolavoro, ma si imporrà come il punto più alto raggiunto dalla fotografia d’esplorazione alpina nel secolo diciannovesimo. Una particolare attenzione all’elemento umano ed etnografico completa il valore documentario della sua opera.

Sapiente sintesi di perizia tecnica, senso della prospettiva e delle linee dominanti, costruzione dell’inquadratura per articolati “scenari”, contrasti di chiari e scuri e finissime gradazioni tonali, le sue opere ottengono importanti riconoscimenti e premi e vengono richieste da committenti di tutto il mondo. Esse sono tuttora un importante punto di riferimento per società geografiche, cartografi, geologi e alpinisti.

Oltre all’attività fotografica Vittorio si occupa del lanificio di famiglia e all’inizio del 1900, con il fratello Erminio e il cugino Edgardo Mosca, fonda l’azienda vinicola “Sella & Mosca” in Sardegna, in seguito a una notevole opera di bonifica. Padre di quattro figli, muore a Biella nel 1943

logo sella onlusLa documentazione della vita e dell’opera fotografica di Vittorio Sella è conservata presso la Fondazione Sella o.n.l.u.s a Biella. Con sede negli immobili dell’ex lanificio Maurizio Sella, vincolati per il loro interesse storico e monumentale, l’obiettivo principale della Fondazione è conservare e rendere disponibile agli studiosi e alla comunità il vasto patrimonio documentario e iconografico che custodisce. Pubblicazioni, convegni e mostre, in sede o fuori sede, e altre iniziative culturali completano la sua attività.

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