Tandà Cancenzongà thonghi-du!

Il Kanchenzonga - "La fotografia per eccellenza. Si chiama Liberazione"- Claudio Magris p.415
Il Kanchenzonga. “La fotografia per eccellenza. Si chiama Liberazione” – scrive Claudio Magris p. 415

[…] Ad un tratto, mentre cammino poco avanti alla piccola carovana, mi sento chiamare dai portatori: «Sahib! Tandà Cancenzongà thonghi-du!»* Mi volto e resto come impietrito alla visione.
Dinnanzi a me, sopra a me, terribilmente sopra e terribilmente addosso, vicinissimo e lontanissmo allo stesso tempo, il Cancenzongà, la terza montagna del globo per altezza, scintilla libero nel sole, coronato di nubi abbaglianti, come un castello incantato di marmoree sostanze imperiture.
Settemila metri stanno fra me e la vetta, ma paiono settantamila. È come guardare un altro pianeta. Penso sia un inganno, un riflesso, uno scherzo di nubi: ma no, sono vette quasi tangibili tanto l’atmosfera è limpida, vette quasi soprannaturali tanto simili altezze ci sono inconsuete. E quei gelidi ricami di ghiaccio, quelle cupole di di purissima neve, sono qui incorniciate da palme, da felci arboree, da liane, da orchidee. È un’epitome dell’India, del mondo quasi. Pare un gioco nuovo di miraggi che abbia ripiegato su se stesso i meridiani portando ad un inatteso e subitaneo contatto le silenti desolazioni polari con l’orgia della vita tropicale. […] Continua a leggere Tandà Cancenzongà thonghi-du!

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