Sulle tracce di Vittorio Sella

In primo piano

VITTORIO SELLA 1899 | Vetta del Jannu al tramonto, telefotografia, dal sentiero da Khunza a Kang-La

VITTORIO SELLA 1899 | Vetta del Jannu al tramonto, telefotografia, dal sentiero da Khunza a Kang-La

di Ines Millesimi

VITTORIO SELLA effettuò il periplo del Kanchenzonga nel 1899, con William Douglas Freshfield, ex presidente della Royal Geographic Society. La nostra spedizione – patrocinata dalla Fondazione Sella onlus – cercherà di ripercorrere in parte le sue tracce e di affacciarsi dagli stessi punti di vista, per fare delle nuove fotografie. Di seguito un breve profilo di Vittorio Sella scritto da Ines Millesimi (CAI Rieti) e la documentazione biografica e fotografica fornitaci dalla Fondazione.

Continua a leggere sulla pagina dedicata a Vittorio Sella con la preziosa galleria di immagini del 1899, consegnataci dalla Fondazione Sella di Biella, nostra patrocinante.

Che senso ha una spedizione in Himalaya oggi

In primo piano

EX-PEDIRE | INTRAISASS 2 | Nella foto di Aldo Frezza celebriamo il 13° anno dalla pubblicazione del primo articolo di Intraisass.it – la FU Rivista di letteratura, alpinimo e arti visive. Davvero un avamposto, col senno di poi.

EX-PEDIRE | INTRAISASS 2 | Foto di Aldo Frezza

di Alberto Peruffo

Che senso ha una spedizione in Himalaya oggi?

Anno 2013. Che senso ha mettere il piede fuori di casa oggi, in un ambiente ostile, ma già esplorato? In questa semplice domanda postami da una persona molto intelligente – domanda da me rivisitata pescando nella radice della parola spedizione (ex-pedire, mettere il piede fuori) – sta racchiuso il senso di ogni cosa, non solo di una spedizione in terre estreme.

Di fronte a una questione così importante proverò a dare una risposta memorabile, che possa rimanere impressa nella memoria, avvalendomi di una singolare intuizione di senso che accompagna da molti anni i miei studi e le mie esperienze. Una risposta che ci porti un passo oltre la celebre risposta di George Mallory di fronte all’inesplorato, all’Everest, «perché è là!» … Continua a leggere su casadicultura.it

Tandà Cancenzongà thonghi-du!

In primo piano

Il Kanchenzonga - "La fotografia per eccellenza. Si chiama Liberazione"- Claudio Magris p.415

Il Kanchenzonga. “La fotografia per eccellenza. Si chiama Liberazione” – scrive Claudio Magris p. 415

[...] Ad un tratto, mentre cammino poco avanti alla piccola carovana, mi sento chiamare dai portatori: «Sahib! Tandà Cancenzongà thonghi-du!»* Mi volto e resto come impietrito alla visione.
Dinnanzi a me, sopra a me, terribilmente sopra e terribilmente addosso, vicinissimo e lontanissmo allo stesso tempo, il Cancenzongà, la terza montagna del globo per altezza, scintilla libero nel sole, coronato di nubi abbaglianti, come un castello incantato di marmoree sostanze imperiture.
Settemila metri stanno fra me e la vetta, ma paiono settantamila. È come guardare un altro pianeta. Penso sia un inganno, un riflesso, uno scherzo di nubi: ma no, sono vette quasi tangibili tanto l’atmosfera è limpida, vette quasi soprannaturali tanto simili altezze ci sono inconsuete. E quei gelidi ricami di ghiaccio, quelle cupole di di purissima neve, sono qui incorniciate da palme, da felci arboree, da liane, da orchidee. È un’epitome dell’India, del mondo quasi. Pare un gioco nuovo di miraggi che abbia ripiegato su se stesso i meridiani portando ad un inatteso e subitaneo contatto le silenti desolazioni polari con l’orgia della vita tropicale. [...] Continua a leggere

Primi contenuti

In primo piano

Iniziamo a pubblicare i primi contenuti della spedizione alpinistico-culturale che vedrà impegnati gli alpinisti del CAI di Montecchio sulla parete sud del Kanchenzonga (secondo la grafia adottata da Fosco Maraini). La spedizione ha il patrocinio del CAI nazionale in occasione del 150° anniversario della nascita dell’Associazione.

Le primi immagini del trekking di avanscoperta dell’ottobre 2012 nella pagina TREK.

immagine_cover_kanchenzonga_logo_CAI_150_2